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Vista del Lago del Pertusillo

Il Lago di Pietra del Pertusillo

dove l'acqua diventa paesaggio


Nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, l’acqua è una presenza costante e vitale: sorgenti, fontanili e ambienti umidi punteggiano il paesaggio raccontando un rapporto antico tra uomo e natura.

Tra questi, il Lago di Pietra del Pertusillo rappresenta uno degli scenari più suggestivi e simbolici della Val d’Agri. Nato dallo sbarramento del fiume Agri tra il 1957 e il 1962 nei pressi della località montemurrese "Pietra del Pertusillo" - così chiamata poiché il fiume, in quel tratto, attraversava due rocce - l’invaso artificiale si estende oggi su un’ampia superficie, a 532 metri di altitudine, lambendo i territori di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso. La diga, imponente opera ingegneristica finanziata dalla Cassa del Mezzogiorno, ha dato vita a uno specchio d’acqua capace di contenere fino a 155 milioni di metri cubi, destinati all’uso potabile, irriguo ed energetico.

Se la sua realizzazione ha modificato profondamente l’aspetto della valle, il lago ha saputo integrarsi nel contesto naturale, trasformandosi nel tempo in un prezioso habitat. I boschi di castagno, cerro e faggio scendono fino alle rive, lasciando emergere in alcuni punti tronchi parzialmente sommersi che rendono il paesaggio ancora più evocativo, ma non mancano l'acero montano e il pioppo, e arbusti come il nocciolo, il biancospino e la rosa selvatica.

Intorno e dentro le sue acque si è sviluppata una ricca biodiversità: mammiferi come la volpe, il gatto selvatico e il raro moscardino trovano rifugio nelle aree boscate, mentre aironi cenerini, germani reali, svassi, nibbi, sparvieri, falchi, upupe, gufi e altre specie protette popolano il cielo e le zone umide consentendo agli appassionati del birdwatching l’esercizio di questa pratica a contatto diretto con la natura. Le acque ospitano una fauna ittica varia come trote, anguille e carpe, rendendo il lago una meta apprezzata anche per la pesca sportiva.

Oggi il Pertusillo non è solo una risorsa idrica strategica, ma anche un luogo di incontro tra natura, sport e tempo libero: dalle gare di canottaggio agli appuntamenti estivi della Val d’Agri, fino alle semplici passeggiate lungo le sponde.

Un paesaggio dove l’ingegneria dell’uomo e la forza rigeneratrice della natura convivono, offrendo uno dei volti più affascinanti e inattesi dell’Appennino lucano.

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