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Particolare del presepe poliscenico con la Natività

Il Presepe Poliscenico Stabile

un luogo dove la fede incontra l'arte


In Basilicata, la tradizione legata alla rappresentazione della Natività si è radicata in profondità, assumendo la forma di un racconto essenziale ma potentissimo che ha fuso fede, pietra e paesaggio in una narrazione che sembra appartenere naturalmente a queste terre antiche. Tra calanchi, valli e borghi scavati nella roccia, il presepe diventa linguaggio identitario, memoria viva, racconto che si rinnova.

Ad Anzi, nel cuore del Parco Appennino lucano, questa vocazione prende forma in uno dei presepi più spettacolari d’Europa. All’interno della Canonica della Chiesa Madre di San Giuliano si svela il Presepe Poliscenico Stabile, opera monumentale realizzata dall’artista Antonio Vitulli, considerata la quarta per grandezza a livello europeo. Lungo una parete di oltre tredici metri, scavata in dieci piccole grotte, prende vita un viaggio visivo e spirituale che accompagna il visitatore attraverso le tappe fondamentali della vita di Gesù, dall’Annunciazione fino all’infanzia, in un susseguirsi di scene che si accendono grazie a un raffinato gioco di luci, capace di simulare il passaggio dal giorno alla notte, dall’alba al tramonto.

Ciò che rende unico questo presepe è l’intreccio sorprendente tra la storia sacra e l’anima lucana. Betlemme dialoga con i Sassi di Matera, Nazaret si trasforma nei vicoli di Anzi, l’annuncio ai pastori avviene sotto lo sguardo delle Dolomiti Lucane e di Castelmezzano. Calvello, Potenza, scorci urbani e paesaggi montani si innestano con naturalezza nel racconto evangelico, creando una geografia simbolica dove la Basilicata diventa Terra Santa. Al centro dell’opera, la grotta della Natività è ricavata da una roccia calcarea proveniente dalla fiumara di Anzi, la cui formazione risalirebbe a circa 1500 anni fa, aggiungendo un ulteriore livello di autenticità e suggestione.

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Ogni dettaglio è frutto di un lavoro paziente e artigianale: oltre 1600 tegole in rame rosso modellate a mano, acciottolati in pietra viva, lampioni in ferro battuto, porticati, templi e palazzi che restituiscono la solennità di Gerusalemme e della corte di Erode. L’uso sapiente dei materiali di recupero e del gesso, unito alla cura minuziosa delle prospettive, rende l’opera non solo un presepe, ma una vera installazione artistica permanente. Inaugurato nel 1997 dopo anni di lavoro, il Presepe Poliscenico di Anzi è stato il primo monumentale della Basilicata e continua a richiamare migliaia di visitatori ogni anno, diventando uno dei simboli più riconoscibili del Natale lucano.

Inserito in un centro storico già ricco di fascino, tra chiese, vicoli e panorami montani, questo presepe non è solo una meta da visitare, ma un’esperienza da attraversare lentamente, lasciandosi guidare dalla luce, dalla narrazione e dal silenzio.

Un luogo dove la fede incontra l’arte, e dove la Basilicata racconta, scena dopo scena, la sua personale Betlemme.

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