
Complesso monumentale di Santa Maria degli Angeli
Sul cammino che costeggia il borgo, immersa nel verde e nella quiete, sorge la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, edificata nel 1622, uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio artistico di Brienza.
L’interno della Chiesa si distingue per il soffitto a cassettoni, in gran parte ancora integro, e per la sua navata rettangolare, nella quale spicca una monumentale balaustra in legno posta all’interno dell’arco trionfale, a separare in modo solenne l’area del presbiterio dal resto dell’aula. La decorazione della cappella votiva fu affidata a uno dei più importanti interpreti dell’iconografia sacra del Seicento lucano: Giovanni De Gregorio, conosciuto come Il Pietrafesa, dal nome antico della sua terra d’origine, Satriano di Lucania, dove nacque intorno al 1579.
Il nucleo più antico degli affreschi - caratterizzato da un ricco impianto ornamentale che richiama gli eleganti apparati cerimoniali del tempo - rappresenta sulle pareti della navata diversi episodi della vita di San Francesco d’Assisi e di Sant’Antonio da Padova. Sull’arco trionfale e nel presbiterio, invece, si sviluppa un ciclo figurativo ispirato all’Antico e al Nuovo Testamento, con scene dedicate alla Vergine Maria.

Nel corso dei secoli, il complesso è stato ampliato con la costruzione di un Lazzaretto destinato a funzioni civiche e con due cappelle funerarie gentilizie. Queste strutture, unitamente alla chiesa, formano oggi il complesso monumentale di Santa Maria degli Angeli, riconosciuto come parte essenziale del patrimonio storico-artistico di Brienza e tutelato dal Ministero dei Beni Culturali dal 1993.

L’edificio dell’antico Lazzaretto ospita oggi il MuLabo, il Museo Laboratorio delle Arti e del Paesaggio, istituito dalla Cooperativa sociale Basilicata Culture, che valorizza e racconta il territorio attraverso percorsi espositivi e multimediali, attività culturali, laboratori e seminari che hanno favorito la nomina del Mulabo a CEAS - Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità.
