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Vista facciata della Cappella della Madonna del Carmine a Gallicchio

La Cappella della Madonna del Carmine

A Gallicchio, tra le pieghe più antiche del borgo, sorge la Cappella della Madonna del Carmine, un luogo di culto che affonda le sue radici tra il IX e il X secolo. È in questo periodo che i monaci Basiliani, giunti nel paese in cerca di quiete e spiritualità, costruirono una piccola chiesa su uno sperone di roccia, proprio nel punto in cui i due rami del ‘Fosso dei Monaci’ si incontrano.

La tradizione che attribuisce ai Basiliani l’origine del culto trova eco in un antico affresco raffigurante la Madonna del Carmine con il Bambino, avvolta da una corona di nuvole sopra una città turrita in fiamme. L’immagine sembrerebbe richiamare la leggenda di alcuni abitanti di Gallicchio sopravvissuti alla distruzione della loro città per mano dei Saraceni, che avrebbero edificato la cappella per riconoscenza e devozione.

Per lunghi secoli, però, la storia dell’edificio rimane avvolta nel silenzio: con la scomparsa del piccolo monastero e la costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta, la vita del paese si spostò più a nord, lasciando l’antica cappella quasi isolata. Bisogna attendere il 1610 per ritrovarne traccia certa, quando il principe Giacomo III Coppola ne promuove un restauro. Il terremoto del 1857 e l’incuria dei decenni successivi causarono gravi danni alla struttura, che rimase in parte compromessa fino ai primi anni Duemila quando venne finalmente restaurata.

La facciata, semplice ed elegante, presenta un portale lapideo modanato con una raffigurazione della Vergine e un oculo circolare che illumina l’interno. L’altare maggiore un tempo ospitava una tela del 1613 di Giovanni Angelo D’Ambrosio, raffigurante la Madonna del Carmine ed Elia sul carro di fuoco. Sotto di essa era conservato un quadro ad olio della Beata Vergine del Carmelo. Entrambe le opere sono state restaurate e sono custodite nella chiesa di Santa Maria Assunta.

Nella cappella è ancora venerata una pregiata statua lignea della Beata Vergine del Monte Carmelo, databile al XVIII secolo e restaurata nel 2000. La Madonna, avvolta in un ampio manto azzurro, stringe tra le braccia il Bambino che regge uno scapolare e posa dolcemente la mano sul mento della Madre. Le due figure coronate trasmettono un’intensa espressione di protezione e grazia.

Un luogo semplice, ma profondamente simbolico, dove storia, fede e tradizione continuano a intrecciarsi, raccontando ancora oggi l’anima più autentica di Gallicchio.

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