Parco Archeologico di Grumentum
un luogo da attraversare lentamente
All’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, il Parco archeologico di Grumentum rappresenta una tappa imprescindibile e uno dei siti archeologici più straordinari dell’Italia meridionale. Qui il visitatore ha la rara possibilità di cogliere, con un solo sguardo, l’impianto completo di una città romana abbandonata e mai più reinsediata, un caso eccezionale paragonabile a pochi grandi esempi della penisola. Grumentum restituisce ancora oggi la forma leggibile di una città antica, con la distinzione netta tra spazi pubblici, religiosi e privati, inserita in una cornice paesaggistica di grande suggestione.
La città sorgeva su un ampio terrazzo fluviale naturalmente difeso dai corsi d’acqua dell’Agri e dello Sciaura e dominava la valle dall’alto, affacciandosi su quello che oggi è il Lago del Pertusillo. La posizione, strategica e panoramica, spiega l’importanza che Grumentum ebbe come nodo di controllo territoriale e come centro urbano di riferimento per tutta l’alta Val d’Agri.
L’impianto urbano segue uno schema regolare, tipico della pianificazione romana: una rete di strade ortogonali, con decumani e cardini, che organizzavano isolati, edifici pubblici e quartieri residenziali. Il decumano massimo, ancora in gran parte conservato, costituiva l’asse principale della città, lungo il quale si affacciavano i monumenti più rappresentativi della vita civile e religiosa.
Tra questi spicca il teatro, costruito in età giulio-claudia e successivamente restaurato, uno dei meglio leggibili dell’Italia meridionale. La cavea, l’orchestra e la scena raccontano il ruolo centrale che gli spettacoli e la vita pubblica rivestivano nella comunità grumentina. Alle spalle del teatro si sviluppava un’area porticata, probabilmente utilizzata anche come palestra, affiancata da un tempio di tipo italico, forse dedicato a una divinità di origine egizia, testimonianza di un panorama religioso articolato e cosmopolita.

Proseguendo lungo il decumano si incontra la Domus dei mosaici, una residenza privata di eccezionale pregio, appartenuta a un personaggio di alto rango. La casa conserva splendidi pavimenti musivi, decorazioni parietali e ambienti organizzati secondo il modello romano dell’atrio e del peristilio, offrendo uno spaccato vivido della vita quotidiana e del gusto estetico delle élite urbane tra il II e il IV secolo d.C.
Il cuore pulsante della città era il Foro, grande piazza rettangolare porticata su tutti i lati, fulcro della vita politica, amministrativa e religiosa. Qui si affacciavano templi, edifici civili e spazi destinati al commercio e alla giustizia, tra cui il Capitolium e altri edifici sacri, alcuni dei quali sono ancora oggetto di scavo. Poco distante si trovavano le terme, tra cui le Terme imperiali, uno dei complessi termali meglio conservati del mondo romano, impreziosito da mosaici di straordinaria qualità, come quello celebre con Scilla, i Giganti e i motivi marini, simbolo del legame tra acqua, mito e benessere.
Ai margini dell’abitato sorge l’anfiteatro, costruito sfruttando la naturale pendenza del terreno e destinato ai giochi con i gladiatori e agli spettacoli pubblici che attiravano spettatori da tutta la valle. La sua struttura, in parte scavata nel pendio e in parte realizzata in muratura, racconta l’ingegnosità dell’ingegneria romana e l’importanza sociale degli eventi collettivi.
Infine, sulla direttrice dell’Anfiteatro, proseguendo verso l’interno del parco nella parte settentrionale dell’abitato romano, si possono ammirare i resti della cattedrale di Santa Maria Assunta, che fu con ogni probabilità la prima cattedrale della sede vescovile grumentina, attestata con certezza tra la fine del IV e il V secolo d.C. e ricordata in un’epistola da papa Gregorio Magno come ‘parochiae ecclesiae Grumentinae’.

La visita a Grumentum trova un naturale completamento nel vicino Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri, che conserva e interpreta i reperti provenienti dalla città e dal territorio circostante. Il museo accompagna il visitatore in un viaggio lungo oltre mezzo milione di anni, dalla preistoria alla tarda antichità, restituendo il quadro completo dell’evoluzione ambientale, culturale e insediativa della valle. Fossili, materiali dell’età del Bronzo, corredi lucani, testimonianze ellenistiche e romane permettono di comprendere come Grumentum fosse inserita in una rete di relazioni economiche, culturali e religiose di ampio respiro.
Insieme, il Parco archeologico e il Museo costituiscono un unicum nel panorama lucano: un racconto continuo che unisce paesaggio naturale, città antica e memoria storica.
Grumentum non è soltanto un sito da visitare, ma un luogo da attraversare lentamente, dove la stratificazione del tempo emerge con forza e dialoga con l’ambiente circostante, rendendo evidente come la storia dell’uomo e quella della natura siano, in questo territorio, profondamente intrecciate.
