
Il Santuario della Madonna del Carmine
Nel cuore di Laurenzana, lungo corso Cavour, sorge il Santuario della Madonna del Carmine, centro di fede e devozione profondamente radicato nella storia della comunità. La sua origine si colloca tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo: su un antico architrave era incisa la data 1612, mentre la grande tela dell’abside, raffigurante la Madonna del Carmine con San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista attribuita a Cesare Scerra è datata 1615-1616.
Il Santuario è già citato nelle visite pastorali del Seicento e nel tempo si è arricchito di arredi e opere, come la statua lignea della Vergine del 1892 conservata in una teca intagliata.
La storia religiosa di Laurenzana è segnata da un episodio che la tradizione tramanda con profonda gratitudine: nel 1656, durante la terribile epidemia di peste che colpì il Meridione, il paese fu risparmiato dal contagio. Da allora la Vergine del Carmelo è venerata come Protettrice, insieme alla Madonna delle Grazie, a Sant’Antonio da Padova e ai beati Egidio e Gaetano. Gli ex voto custoditi nel Santuario testimoniano le grazie che la Madonna avrebbe concesso alla comunità.
Nel 1930, per decreto del Capitolo Vaticano, la statua della Vergine fu solennemente incoronata. Il Santuario, elevato a Rettoria nel 1955, conserva un ricco patrimonio artistico: un altare maggiore, un coro ligneo proveniente dal convento francescano di Santa Maria della Neve, dipinti ottocenteschi come il “San Giovanni Evangelista e la Maddalena ai piedi della Croce” di Giovanni Zito, e un suggestivo Crocifisso ligneo settecentesco.
Il 16 luglio, giorno dedicato alla Madonna del Carmine, Laurenzana vive la sua festa più sentita: la processione attraversa le vie del paese accompagnata da canti, devozione e commozione. Nei giorni della celebrazione prende vita anche il “Palio Carmelitano”, rievocazione storica in cui le quattro contrade - Santa Filomena, San Michele, San Giacomo e San Giorgio - si affrontano in giochi che richiamano le rivalità medievali. Il giglio offerto dai vincitori alla Vergine diventa simbolo di appartenenza e unione.
