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Vista paesaggio Marsico Nuovo

Marsico Nuovo, un racconto lungo millenni


Marsico Nuovo si offre oggi come un luogo in cui il tempo ha lasciato tracce profonde e continue, raccontando una storia che attraversa millenni senza mai interrompersi. La sua posizione strategica, tra valichi naturali, alture difensive e vie di collegamento tra l’interno e i bacini costieri, ha favorito fin dall’antichità la presenza umana e lo sviluppo di relazioni, scambi e culture.

Le prime testimonianze risalgono al Paleolitico medio e al Neolitico, quando comunità antiche frequentavano le alture della Civita di Paterno, lasciando strumenti litici e ceramiche che attestano una precoce conoscenza e valorizzazione del territorio.

Con l’Età del Ferro e il periodo arcaico, Marsico Nuovo si afferma come un centro vitale e strutturato, come dimostrano le necropoli di Portello e Casale e le sepolture rinvenute nelle contrade Agri e San Donato. I corredi funerari, composti da ceramiche pregiate e oggetti in bronzo, rivelano una società aperta ai contatti con il mondo coloniale e capace di integrare tradizioni indigene e influssi esterni. La Piana del Lago, con i suoi frammenti di vasellame bronzeo di alto livello, restituisce l’immagine di un territorio attivo anche sul piano artigianale e commerciale.

Nel IV secolo a.C., in Età lucana, il paesaggio si trasforma ulteriormente: l’altura della Civita viene cinta da poderose mura e l’abitato si organizza secondo modelli urbanistici di matrice greca. I reperti rinvenuti – pesi da telaio, anfore greco-italiche e puniche, ceramiche a figure rosse – parlano di una comunità dinamica, inserita in una rete di scambi che superava i confini locali. Le necropoli di Pagliarone e le sepolture nel centro storico raccontano i riti, le credenze e la vita quotidiana di una popolazione profondamente legata alle proprie tradizioni.

L’arrivo dei Romani consolida il ruolo di Marsico Nuovo come nodo viario e territoriale: il passaggio della via Herculia, attestato dal miliario di Diocleziano e Massimiano Erculio, lega il centro ai grandi itinerari dell’Impero, mentre cippi e resti monumentali confermano una presenza stabile e organizzata. Nel Medioevo, infine, il borgo assume l’aspetto che ancora oggi lo caratterizza, dominato dal castello e punteggiato da chiese e monasteri di grande valore simbolico e artistico. Dalla Cattedrale di San Giorgio alla Chiesa di San Michele Arcangelo, dal complesso di San Francesco al monastero di San Tommaso di Canterbury (ex monastero benedettino, oggi Palazzo Manzoni sede amministrativa del Parco), la storia sacra e civile si intreccia con le vicende delle grandi famiglie e delle comunità religiose.

Marsico Nuovo emerge così come un luogo dell’anima, in cui ogni epoca ha lasciato un segno riconoscibile. Un territorio che ha saputo accogliere il cambiamento senza perdere la propria identità, custodendo nella pietra, nel paesaggio e nella memoria una storia lunga e profondamente condivisa.

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