
Conventi e arte sacra lungo il cammino di Marsicovetere
Il cammino che parte dal borgo si trasforma presto in un viaggio nel tempo, dove la pietra, il silenzio e la memoria raccontano storie di fede e di comunità. Tra sentieri, pendii e scorci sulla valle, affiorano luoghi sacri che per secoli hanno segnato la vita spirituale del territorio. Conventi e cappelle diventano così tappe di un itinerario dell’anima, più che semplici rovine.
Percorrendo via Porta Maggiore è visibile la Cappella della Madonna della Neve costruita nel 1830 che, con la sua graziosa torretta, appartiene alla famiglia De Durante-Marinelli e viene utilizzata per la benedizione delle palme.
Ai piedi del centro storico emergono i ruderi del Convento di Santa Maria di Costantinopoli, fondato alla fine del Cinquecento su commissione del principe Ettore Caracciolo e un tempo retto dai Cappuccini. Attorno al chiostro si sviluppavano le celle su due livelli e la chiesa, della quale restano oggi frammenti di affreschi e una suggestiva colonna lapidea con crocifisso.
Proseguendo verso Villa d’Agri si incontra il Convento di Santa Maria dell’Aspro, edificato nel XIV secolo e ricordato come luogo dove il francescano Angelo Clareno guadagnò la fama di taumaturgo e trascorse gli ultimi anni della sua vita. Anche qui sopravvivono parte dell’antico chiostro e tracce pittoriche di epoca francescana.
I due conventi furono duramente colpiti dal terremoto del 1857; sono oggi oggetto di interventi di recupero che mirano a restituire memoria a questi importanti centri spirituali del territorio.
Su uno sperone roccioso molto suggestivo a nord del paese, verso Calvello, è visibile la Cappella della Madonna del Saraceno, circondata da lecci e faggi.
Un percorso lento, da attraversare con rispetto e meraviglia.
