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Vista di Murgia Sant'Angelo a Moliterno

Murgia Sant'Angelo

Dove la preistoria incontra il paesaggio della Val d’Agri

Sospesa su uno sperone roccioso che domina dall’alto la Valle dell’Agri, la Murgia Sant’Angelo è uno dei luoghi più affascinanti e antichi del territorio di Moliterno, un balcone naturale dove il paesaggio racconta una storia millenaria fatta di uomini, animali e silenzi. Qui, tra rocce calcaree modellate dal tempo e orizzonti che si aprono fino alle montagne circostanti, si conserva la memoria delle prime comunità che abitarono queste terre, attirate dalla posizione strategica e dalla ricchezza di risorse naturali.

Le testimonianze archeologiche rinvenute su questa altura riportano indietro fino all’Età del Bronzo, tra il XV e il XIV secolo a.C., quando gruppi di pastori scelsero questo luogo come punto di sosta lungo gli antichi tratturi della transumanza, percorsi che collegavano la piana dove sarebbe sorta la città romana di Grumentum con le terre del Vallo di Diano. Resti di ceramiche finemente decorate, strumenti per la macinazione dei cereali e reperti legati alla lavorazione del latte raccontano un’economia basata sulla pastorizia e sull’allevamento, pratiche che affondano qui le loro radici più profonde. Tra i ritrovamenti più significativi spicca un coperchio di bollitoio per il latte, conservato oggi nel Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri, testimonianza preziosa di come già oltre tremila anni fa queste comunità producessero formaggi, antenati del celebre Canestrato di Moliterno, simbolo gastronomico di questo territorio.

La presenza umana in quest’area si inserisce in un quadro più ampio di frequentazioni preistoriche che interessano tutta l’alta Val d’Agri, confermando il ruolo centrale di questo territorio come crocevia naturale e culturale sin dalle epoche più remote.

Oggi, dichiarata sito di interesse archeologico particolarmente importante, la Murgia Sant’Angelo è una meta ideale per escursionisti e viaggiatori curiosi, un luogo dove la bellezza della natura si intreccia con il fascino della storia. Camminare tra queste rocce significa attraversare un paesaggio che conserva ancora intatta la sua anima primordiale, dove il vento sembra custodire le tracce di chi, migliaia di anni fa, scelse questo stesso orizzonte come propria dimora.

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