Il Graffito che nasce dalla terra
A Montemurro l’arte non si limita a decorare: affonda le mani nella terra, ne raccoglie i colori e li trasforma in racconto. Il graffito polistrato è una delle espressioni più originali e identitarie del borgo, una tecnica rara che oggi vive sia sui muri del paese - trasformato in un vero museo a cielo aperto - sia nella Scuola del Graffito, laboratorio creativo capace di attrarre artisti da tutto il mondo.
Questa tecnica riprende l’antica pratica del graffito, ma la evolve in modo radicale: più strati di malte policrome, ottenute da terre locali, vengono sovrapposti e poi incisi, facendo emergere il disegno attraverso una raffinata stratificazione cromatica. Il risultato è un’opera che nasce da una complessa alchimia di materiali naturali - sabbie, argille, calce - e che, col tempo, si indurisce fino a diventare quasi pietra. Nei graffiti di Montemurro c’è la geologia della Val d’Agri: le sabbie del Quaternario, le terre rosse verso Moliterno, le ocre di Roccanova, le pietre verdi di Viggiano. Ogni incisione racconta il paesaggio.

Il cuore di questa esperienza è la Scuola del Graffito Polistrato, fondata nel 2003 da Giuseppe Antonello Leone, artista sensibile ai temi ambientali e sociali, cresciuto nella bottega del padre ebanista e formatosi tra affresco, mosaico e sperimentazione materica. Già nel 1965 Leone aveva realizzato un graffito a dieci strati per lo studio del notaio Guido Ricotti a Potenza: un grande circo inciso su malte colorate ottenute con sabbia di Contrada Deserti, calce in pietra e pigmenti naturali lucani. Fu l’inizio di un percorso destinato a diventare unico.
Accanto a Leone, un ruolo fondamentale è stato svolto da Maria Padula, scrittrice e artista, legata profondamente a Montemurro e alla sua memoria visiva. I personaggi, i vicoli e le atmosfere narrate nei suoi scritti e nelle sue immagini hanno ispirato progetti didattici e artistici, come “Un graffio per mille colori”, che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Montemurro in un dialogo creativo tra paesaggio, emozioni e incisione. Un’eredità culturale condivisa, in cui arte e racconto si intrecciano.

Dal 2010 la Scuola ha dato vita all’Edizione Artistica: ogni anno, a fine agosto, artisti nazionali e internazionali vengono invitati a realizzare un graffito che viene donato alla comunità e affisso sui muri del paese. Così Montemurro continua a crescere come galleria a cielo aperto, dove l’arte si cammina e si tocca.
Oggi la Scuola è attiva tutto l’anno con workshop, visite guidate e percorsi formativi, offrendo ai visitatori non solo opere da ammirare, ma un’esperienza da vivere, tra manualità, territorio e identità.
