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Vista dall'alto del Santuario Madonna della Rupe

Il Santuario della Santissima Madonna della Rupe

Sul Monte Raparello sorge il Santuario della Santissima Madonna della Rupe, luogo di profonda devozione locale. La chiesa, ricostruita dopo il terremoto del 1857, presenta un’unica ampia navata affiancata da cappelle laterali ricavate in profondi archivolti.

L’altare maggiore, in marmi policromi, risale a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. All’esterno la facciata è essenziale e reca un portale lapideo con l’iscrizione “A.D. 1893”, che ricorda il completamento della ricostruzione.

Accanto al santuario si trova la cappella di montagna edificata nel 1908, al cui interno è custodita la preziosa statua lignea della Madonna della Rupe, in legno intagliato e dorato, datata XV secolo e attribuita a un ignoto autore lucano. La Vergine, seduta su un piccolo trono, sostiene il Bambino con globo e gesto benedicente; entrambi sono coronati e riccamente dorati. Sul trono compare un’iscrizione che attesta un restauro del 1679, seguito da interventi successivi, quando artigiani di Ortisei sostituirono le teste delle due figure, ancora oggi conservate nella chiesa. L’impostazione iconografica, con il Bambino al centro e il panneggio dalle pieghe profonde, richiama la tradizione tardo-gotica.

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La leggenda racconta che, durante le persecuzioni iconoclaste, la statua fu nascosta in una cavità della rupe e riscoperta secoli dopo da un pastore sordomuto, che recuperò miracolosamente la voce dopo averne aperto la cassa. Il simulacro fu riportato in paese e il culto riprese con rinnovato fervore. Quando la chiesa urbana crollò nel terremoto del 1857, si narra che sia rimasta intatta solo la nicchia che custodiva l’immagine sacra. Nei secoli, i fedeli offrirono alla Vergine ex voto di varia natura, tra cui trecce di capelli, abitini e oggetti preziosi; oggi rimane soprattutto la tradizione di donare monili in oro.

Il Santuario della Madonna della Rupe resta ancora oggi uno dei luoghi spirituali più sentiti di San Martino d’Agri, legato a secolari gesti di devozione e a un paesaggio che accompagna il pellegrino in un percorso dove storia, fede e natura si fondono armoniosamente.

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