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Vista dell'orchidea simia a Moliterno

Le Orchidee di Moliterno

la fragilita' che incanta e fiorisce in segreto


Nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese la natura offre uno dei suoi spettacoli più delicati e sorprendenti attraverso la fioritura delle orchidee spontanee. Tra le famiglie botaniche più affascinanti per varietà di forme e intensità cromatiche, queste piante attirano ogni anno studiosi, appassionati e semplici visitatori, pronti a cogliere un evento effimero che si consuma in pochi giorni: finestre di tempo brevi, spesso comprese tra una e due settimane, durante le quali intere praterie si trasformano in tappeti fioriti di rara bellezza. 

Tra i luoghi simbolo di questo fenomeno spicca la cosiddetta Piana delle orchidee di Moliterno, uno dei siti più conosciuti e studiati del Parco, divenuto negli anni punto di riferimento grazie al lavoro costante di ricercatori e naturalisti.

Il fascino delle orchidee non risiede soltanto nella rarità di alcune specie, ma soprattutto nel misterioso processo che ne rende possibile la nascita. A differenza delle orchidee tropicali comunemente coltivate, quelle che popolano questi ambienti sono specie terrestri, con radici che vivono nel suolo. La loro esistenza è legata a un equilibrio estremamente fragile: per germinare, il seme deve instaurare una relazione simbiotica con specifici funghi presenti nel terreno, diversi da specie a specie. Solo questo scambio invisibile di nutrienti consente lo sviluppo della pianta, motivo per cui le orchidee spontanee non possono essere coltivate e crescono esclusivamente in ambienti naturali non alterati.

Luoghi come l’Oasi Naturalistica Bosco Faggeto di Moliterno, riconosciuta Sito di Interesse Comunitario (SIC), l’Abetina di Laurenzana e il Monte Volturino sono tra i contesti più noti per l’osservazione di queste fioriture, ma l’intero Parco custodisce habitat potenzialmente idonei. La presenza delle stesse specie non è mai garantita di anno in anno: le orchidee compaiono, scompaiono e talvolta ritornano in punti inattesi, rendendo ogni stagione un’esperienza nuova. L’area di Moliterno è oggetto di studi sistematici dal 2006 e proprio grazie a un monitoraggio costante è stato possibile censire, nella sola piana, ben 67 specie appartenenti a 17 generi diversi.

A rendere ancora più suggestiva la ricerca è la difficoltà stessa di individuare questi fiori, dalla vita breve e spesso mimetica. Alcune specie crescono in ambienti apparentemente improbabili, altre sono rarissime: è il caso dell’Ophrys insectifera, presente con appena sei esemplari a Moliterno, nel sito più meridionale d’Italia, peraltro in un’area fragile come un’ex cava. Ancora più enigmatica è l’orchidea fantasma, l’Epipogium aphyllum, che emerge dal sottobosco solo una volta ogni quindici anni, confondendosi tra le ombre del bosco.

La straordinaria varietà di ambienti del Parco consente di osservare orchidee di montagna, di collina e di pianura, offrendo un quadro botanico di eccezionale ricchezza.

Ad accompagnare alla scoperta di questo patrimonio unico è il CEAS - Centro di Educazione Ambientale alla Sostenibilità dell’Oasi Bosco Faggeto di Moliterno che, sotto la gestione di Isabella Abate, Guida esclusiva del Parco, propone itinerari e visite dedicate alle orchidee spontanee, rivolte a famiglie, appassionati e ricercatori, per vivere da vicino uno dei più raffinati spettacoli della natura lucana.

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