
Rivello
un balcone di pietra sulla valle del noce
Arroccato su uno stretto crinale che domina la Valle del Noce, Rivello - tra i Borghi più belli d’Italia - si presenta al visitatore come un borgo di straordinaria armonia, capace di regalare scorci panoramici di rara suggestione. Dalla sua posizione elevata lo sguardo abbraccia, da un lato, il solco verde della valle e, dall’altro, le vette del Monte Sirino, mentre il profilo compatto delle case, adagiate sui colli Motta, Serra e Poggio, disegna un paesaggio urbano di grande fascino. Vicoli tortuosi, scalinate ripide e stretti passaggi coperti accompagnano il passo tra archi, sottopassi e improvvise aperture sul paesaggio, rendendo la scoperta del borgo un’esperienza lenta e coinvolgente.
Rivello è incastonato nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, circondato da rilievi montuosi come il Sirino e il Coccovello, che ne costituiscono una sorta di corona naturale. Il territorio comunale, prevalentemente montuoso, è attraversato dal fiume Noce e si colloca in una posizione privilegiata tra l’Appennino e il Tirreno: da qui, infatti, è facile raggiungere Maratea e la sua costa, così come immergersi nei boschi e nei sentieri che salgono verso le alte quote. L’ambiente naturale offre numerose opportunità per escursioni e passeggiate, dalle falde del Sirino alle aree umide del Laghetto Rotale, luogo ideale per la pesca sportiva e per l’osservazione delle orchidee spontanee che colorano i prati in primavera. Poco distante, il Lago Sirino e le sue sorgenti rappresentano una meta perfetta per chi cerca relax e contatto diretto con una natura ancora intatta, mentre una passeggiata lungo le rive del fiume Noce completa l’esperienza naturalistica.
Il fascino di Rivello non è legato soltanto al suo contesto paesaggistico, ma anche a una storia antica e complessa. Le origini dell’insediamento affondano in epoche remote, come dimostrano i reperti rinvenuti nella località Serra Città, che fanno ipotizzare un legame con l’antica Sirinos, centro lucano di età preromana. Nel corso dei secoli il borgo fu a lungo conteso tra Longobardi e Bizantini, una rivalità che ha lasciato tracce evidenti soprattutto nell’architettura religiosa. Successivamente Rivello divenne feudo di importanti famiglie nobiliari, dai Sanseverino ai Ravaschiero fino ai Pinelli, vivendo una fase di particolare prosperità nel XVIII secolo, prima del declino segnato dall’arrivo dei Francesi e dalle trasformazioni politiche dell’Ottocento.
Il centro storico conserva un patrimonio architettonico e religioso di assoluto rilievo: solo all’interno delle mura si contano oltre venti edifici sacri, che testimoniano un profondo senso del sacro e una stratificazione culturale unica in Basilicata. Due chiese, in particolare, definiscono i nuclei storici della città. Nella parte alta svetta la Chiesa Madre di San Nicola, di origine medievale, raggiungibile attraverso una scenografica scalinata. La facciata, impreziosita da decorazioni di gusto barocco napoletano, è dominata da tre portali datati 1744. All’interno si ammirano altari settecenteschi, stucchi raffinati e importanti tele, tra cui una intensa Pentecoste di Francesco Oliva e l’Adorazione dei pastori di Salvatore Ferrari, oltre alla suggestiva cripta più antica.
Nella parte bassa del borgo si trovano invece la Chiesa di Santa Maria del Poggio, affacciata su una rupe panoramica, che custodisce opere di grande valore come la Deposizione di Salvatore Ferrari e un’Ultima Cena attribuita a Luca Giordano, e il cinquecentesco Convento di Sant’Antonio. Quest’ultimo rappresenta uno dei complessi religiosi più importanti del territorio: edificato a partire dal 1512, conserva affreschi dell’abriolano Girolamo Todisco, che decorano anche il chiostro, e una monumentale Ultima Cena dipinta nel refettorio da Giovanni Todisco da Abriola, oltre a un pregevole coro ligneo del XVII secolo. Non meno significativi sono altri luoghi di culto disseminati nel borgo, come la Chiesa dell’Annunziata, con il suo trittico ad affresco trecentesco e il gruppo scultoreo in pietra dipinta del Cinquecento, e le chiese di San Michele e Santa Barbara.
Accanto alle architetture sacre, Rivello conserva importanti testimonianze civili, tra cui il Palazzo Megale, le cui origini risalgono all’anno Mille. Inserito nel fitto tessuto urbano del centro storico, l’edificio custodisce una cappella gentilizia esterna e una cappella interna dedicata alla Madonna del Rosario; all’interno colpiscono gli arredi del primo Novecento e lo splendido soffitto affrescato con medaglioni dedicati alle Arti Belle. Il borgo è noto anche per l’antica tradizione della lavorazione del rame, che sopravvive nelle suggestive botteghe-grotte chiamate catuoi, veri e propri scrigni di artigianato e memoria.
Nel 2011 Rivello si è prestato quale set cinematografico per alcune scene del film Passannante, del regista Sergio Colabona, dedicato a Giovanni Passannante, l’anarchico di idee mazziniane originario di Savoia di Lucania che nel 1878 compie un fallimentare attentato alla vita di re Umberto I di Savoia, in visita a Napoli, contribuendo a rafforzarne l’immagine di luogo ricco di storia e atmosfera.
Immerso tra montagna e mare, sospeso tra natura e storia, Rivello si conferma come uno dei borghi più affascinanti dell’Appennino lucano: un luogo da esplorare lentamente, dove ogni angolo racconta una storia e ogni panorama invita a fermarsi, guardare e ascoltare.
