La Villa dei Brutii Praesentes
la villa imperiale tra vigneti e antiche vie
Ai piedi del Monte Volturino, lungo le sponde del torrente Molinara che confluisce nell’Agri, la campagna di Barricelle di Marsicovetere custodisce una delle pagine più affascinanti della romanità lucana. Qui, in posizione strategica rispetto agli antichi assi viari che collegavano Potentia, Venusia e Grumentum, sorge la Villa dei Bruttii Praesentes, un complesso monumentale che racconta secoli di storia, lavoro agricolo, potere e vita imperiale.
Il territorio della Val d’Agri, già intensamente frequentato in età lucana, conosce tra il II e il I secolo a.C. una profonda trasformazione: le fattorie indigene si evolvono progressivamente in un articolato sistema di ville rustiche, cuore produttivo dei grandi latifondi romani. Grano, olio, vino e frutteti modellano il paesaggio, dando forma a una campagna organizzata e redditizia. È in questo contesto che, nel sito di Barricelle, una fattoria lucana viene ampliata e ristrutturata, dando origine a una villa che attraverserà oltre otto secoli di vita, dalla metà del II secolo a.C. fino al VII secolo d.C.
Gli scavi archeologici, avviati nel 2006, hanno permesso di ricostruire almeno sei fasi edilizie, segnate da ampliamenti, cambi di funzione e ricostruzioni successive a eventi sismici. Nelle prime fasi la villa presenta una chiara vocazione produttiva (pars rustica): stalle per il bestiame, impianti per la lavorazione dell’olio e del vino, ambienti destinati alla servitù e alla gestione agricola. Pecore, vigneti e oliveti definiscono l’economia di un’azienda ben inserita nei traffici della regione.
Alla fine del I secolo d.C., un violento terremoto distrugge gran parte del complesso. La ricostruzione segna però una svolta: la villa viene acquisita dai Bruttii Praesentes, una delle più potenti famiglie senatorie dell’epoca, strettamente legate alla Lucania, che la trasformano in una raffinata residenza di campagna. Attorno a un ampio peristilio si sviluppa la pars urbana, impreziosita da marmi pregiati e spazi dedicati all’otium, il prezioso tempo libero dell’aristocrazia romana dedicato agli studi, alla lettura, all’arte e alla vita sociale.
Il destino della villa si intreccia così con la grande storia imperiale. Nel 178 d.C. Bruttia Crispina, esponente della famiglia, sposa giovanissima l’imperatore Commodo, conferendo alla proprietà il rango di bene imperiale e affidandone la gestione a un liberto. Ma l’idillio dura poco: accusata di adulterio (la vera accusa fu di non aver dato un erede all’imperatore), Crispina venne ripudiata ed esiliata a Capri dove morì pochi anni dopo, in circostanze rimaste oscure. Il suo nome, a causa della depravazione e delle mostruosità perpetrate dall’imperatore, seguì la sorte di quest’ultimo subendo la damnatio memoriae decretata dal Senato romano nei confronti di Commodo, morto assassinato.
Ancora una volta un terremoto segna il destino del complesso, che all’inizio del III secolo d.C. viene riorganizzato e riportato a una funzione prevalentemente produttiva: gli ambienti residenziali vengono adattati alla lavorazione delle carni, mentre prosegue con forza l’attività vitivinicola.
Ed è proprio il vino il fil rouge che lega la villa di Barricelle alla storia più antica della valle. Fin dalle prime fasi della conquista romana, la qualità dei vini di queste terre è rinomata: Catone cita con apprezzamento il vinum Lucanum, erede di una tradizione viticola che affonda le radici nella civiltà Enotria. Un paesaggio di vigne che nel I secolo a.C. attirò anche l’aristocratico Marcus Valerius Messalla Potitus, che fondò un’azienda agricola sperimentale con vitigni provenienti dall’antica fortezza ionica di Lagaria per produrre il Lagarinum, vino a cui la medicina del tempo attribuiva proprietà terapeutiche. Una vocazione produttiva che arriva fino a oggi, nelle aziende vitivinicole della DOC Terre dell’Alta Val d’Agri, tipicità del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.
La posizione della villa, a ridosso della via Herculia - grande arteria fondamentale per i traffici tra Roma, i mercati italici e i porti mediterranei - spiega la sua lunga continuità di vita. Da qui transitavano grano, olio, vino, formaggi, carni lavorate: i prodotti di quella Lucania definita regio optima per la sua straordinaria fertilità.
Oggi Barricelle è considerata la vera culla storica del territorio di Marsicovetere. I resti della villa, seppur non accessibili senza autorizzazione, restituiscono reperti di grande valore: tegole bollate, sigilli in bronzo, epigrafi, anelli signatori. Tra le scoperte più suggestive, lo scheletro di un uomo adulto, rimasto sepolto sotto le macerie di un crollo improvviso, forse vittima del terremoto che colpì la villa tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C.
Un luogo silenzioso e potente, dove archeologia, paesaggio e memoria si intrecciano, raccontando la storia di una valle che da oltre duemila anni produce, accoglie e resiste.
