
Vino Terre dell’Alta Val d’Agri DOC
La storia del vino in Basilicata affonda le radici nell’antica Enotria, la “terra della vite”, dove già nel II millennio a.C. si coltivavano uve e si produceva vino tra vallate e colline dell’Appennino meridionale. Quando i Greci approdarono sulle coste del Sud Italia nell’VIII secolo a.C., trovarono una tradizione vitivinicola già viva e radicata; nelle aree interne della Lucania, tra cui l’Alta Val d’Agri, la coltivazione della vite continuò a prosperare nei secoli, arricchendosi di varietà pregiate e tecniche evolute. In epoca romana questi territori erano considerati fulcri produttivi d’eccellenza, capaci di dare vita a vini apprezzati e commerciati, una vocazione che il tempo non ha mai cancellato.
È in questo solco millenario che nasce il Terre dell’Alta Val d’Agri DOC, riconosciuto con Decreto Ministeriale il 4 settembre 2003, prodotto nei comuni di Viggiano, Grumento Nova e Moliterno fino a 800 metri di altitudine. Qui il microclima montano, con forti escursioni termiche estive, e i terreni ricchi e ben drenati creano le condizioni ideali per uve di grande qualità, capaci di esprimere carattere ed eleganza. Le tipologie previste dal disciplinare sono Rosso, Rosso Riserva e Rosato, accomunate da una base importante di Merlot e Cabernet Sauvignon, vitigni internazionali che in questa valle assumono un’identità sorprendentemente territoriale.
Il Rosso, che richiede almeno un anno di invecchiamento più tre mesi di affinamento in bottiglia, si presenta strutturato e armonico, perfetto come vino da pasto; il Rosso Riserva, maturato per almeno ventiquattro mesi di cui sei in legno, regala maggiore complessità, profondità aromatica e note speziate; il Rosato, impreziosito anche dalla Malvasia Bianca di Basilicata, conquista con il suo colore luminoso e il gusto fresco e delicato, ed è immesso al consumo dalla primavera successiva alla vendemmia.
Il Terre dell’Alta Val d’Agri DOC è oggi il simbolo enologico di una valle che ha saputo trasformare la propria storia in un calice capace di raccontare, sorso dopo sorso, l’anima autentica della Lucania.
