Via della Rupe
Cammino dei Cinti
Sulle pendici del Raparo e del raparello
Via della rupe
Partenza: Fontana Sambuco
Arrivo: San Martino d’Agri
Lunghezza: 17,8 km
Dislivello positivo: 420
Dislivello negativo: 1000
Tempo percorrenza: 5h24m
Il cammino della Rupe parte da Fontana Sambuco (1242 m), punto di snodo del Sentiero Italia, dove si innestano sia il Sentiero lungo sia quello Dei grandi orizzonti in arrivo da Sarconi. Da qui, anziché sul Sentiero Italia, si procede verso nord-est in direzione della Murgia d’Andrea su un sentiero assolato che muove pressoché pianeggiante fino al km 1,23, laddove inizia l’ascesa. Tenendo la destra all’incrocio si gode lo straordinario skyline dei monti dell’Appennino lucano, il Raparo, il Pollino e il Monte Alpi a sud e i rilievi che affacciano sulla Valle dell’Agri sul lato opposto. Un paesaggio molto apprezzato anche da cavalli e vacche podoliche che si incontrano non di rado sul cammino. L’arrivo a Murgia d’Andrea (1418 m) al km 2,43 è di quelli che tolgono il fiato per l’immanente bellezza: nel silenzio più assoluto lo sguardo spazia all’infinito e l’aria è fresca e pura, rigenerante. Le motivazioni che spingono a camminare in montagna qui si ritrovano tutte. La croce del Raparo è sulla destra e il sentiero procede in direzione di Acqua La Spina completando il passaggio sul pianoro ricco di rosa canina. Al km 3,22, tenendo la sinistra all’incrocio del Monte Raparo, si entra in una rigogliosa faggeta dove inizia la lenta discesa verso San Martino d’Agri. Il sentiero è ampio e offre il contatto con esemplari secolari di faggio che rendono unico questo bosco del Raparo. Superato un serbatoio, questa è un’area ricchissima di risorse idriche, al km 3,9 si arriva alla fontana in un’area di sosta attrezzata dal Comune di Spinoso.
Da qui si procede in direzione del Rifugio forestale Croce di Raparo (1366 m) dove il sentiero diventa asfaltato a partire dal piazzale con vista della struttura. La strada rurale muove in discesa e al km 6,20, all’incrocio con il tracciato che proviene da Spinoso, svolta a destra in direzione delle Murge di Sant’Oronzo che si colgono in lontananza con i loro inconfondibili pinnacoli che segnano la Valle dell’Agri tra San Martino, Gallicchio e Missanello. Il sentiero costeggia il torrente Valle lunga sulle pendici del Monte Raparello. Al km 9, scesi a 1170 m slm, si incontra sulla sinistra la strada rurale che conduce alla Cappella della Madonna della Rupe (1260 m) che si raggiunge percorrendo soli 800 m in ascesa: la vista che si gode da questo antico luogo di culto è magnifica. Ridiscesi si procede a sinistra in direzione nord-est e di lì a poco (km 12,2) si incontra il bivio su cui occorre tenere la sinistra per continuare verso il centro abitato di San Martino, mentre il sentiero di destra conduce verso un altro dei luoghi sacri iconici del Raparo: l’Abbazia di Sant’Angelo, fondata nel X secolo da monaci Basiliani, su una grotta sottostante, caratterizzata dalla presenza di stalagmiti e stalattiti, gallerie e vasche rituali; da qui, attraverso un bel percorso tra le Serre, oltrepassato il Torrente Racanello, si raggiunge il sito dei ruderi del Monastero di Sant’Elia di Carbone, fra i più importanti centri basiliani del Sud dell’Italia. Il cammino Del Raparello, invece, procede verso San Martino attraversando un pezzo della Foresta Fieghi Cerreto. Al km 15,7 entra nella Frazione di San Pietro e svolta a destra per percorre circa 200 m sulla SP7 e imboccare il sentiero sulla sinistra che conduce in breve al centro di San Martino d’Agri (658 m). Il paese, splendidamente arroccato, dalla sommità del borgo, dal balcone del palazzo Sifola dove nacque il celebre pittore orientalista Vincenzo Marinelli, offre uno spettacolo sulla Valle e le Murge che non ha eguali. Da non perdere una visita al Convento di Sant’Antonio, mirabilmente affrescato.
Mappa e profilo altimetrico

























