
Sarconi
nel cuore verde della val d'agri
Sarconi sorge nella parte più fertile e luminosa della Val d’Agri, tra i monti Volturino e Sirino, in un paesaggio che alterna campi coltivati, boschi rigogliosi e ampi orizzonti d’acqua. Il borgo è uno dei comuni che ricadono nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, incastonato tra due grandi aree protette come il Pollino e il Cilento. Qui la natura si offre in tutte le stagioni come spazio ideale per il trekking, il cicloturismo e le passeggiate lente, tra sentieri che attraversano castagneti e faggete e conducono verso il Lago del Pertusillo. L’invaso artificiale, nato dallo sbarramento del fiume Agri, è oggi un’oasi di straordinario valore naturalistico, amata dagli appassionati di birdwatching e pesca sportiva. Attorno alle sue sponde, i castagneti e le faggete accompagnano il visitatore in un ambiente silenzioso e armonioso, dove acqua e verde si fondono in un equilibrio sorprendente.
Le origini di Sarconi affondano nell’età romana e sono strettamente legate alla vicina Grumentum, importante colonia dell’antica Lucania. Secondo alcuni studiosi, Sarconi nacque come sobborgo agricolo della città romana, come confermano i ritrovamenti archeologici nell’area, tra cui sepolture di soldati cartaginesi e romani, resti di ville rustiche in località Cammarelle e le tracce di un acquedotto che collegava i due centri.
Nel corso del Medioevo il paese passò sotto il dominio di importanti famiglie feudali, tra cui i Sanseverino e i Pignatelli, vivendo fasi alterne di crescita e difficoltà. Drammatico fu il 1806, quando Sarconi divenne uno dei centri della resistenza antifrancese in Val d’Agri, pagando un prezzo altissimo in termini di devastazioni e repressioni. Passeggiando oggi nel borgo, si coglie l’anima autentica di Sarconi tra vicoli, portali in pietra, balconi in ferro battuto e architetture rurali che raccontano una civiltà contadina profondamente legata alla terra.

Dell’antica Chiesa Madre restano oggi solo poche tracce, cancellate dal devastante terremoto che nel 1857 sconvolse l’intera Val d’Agri e distrusse l’edificio. La ricostruzione avvenne tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, nello stesso luogo in cui sorgeva la chiesa originaria, un elegante edificio di impianto rinascimentale dedicato alla Santissima Trinità. La nuova chiesa, intitolata a Santa Maria in Cielo Assunta, con copertura a volta, richiama il gusto e i modelli dell’architettura settecentesca napoletana. Oltre alla Chiesa Madre, la quattrocentesca Cappella di Santa Lucia conserva un prezioso affresco raffigurante la Madonna col Bambino e un trittico del Seicento.
Poco distante dal centro abitato, si trova il Santuario di Santa Maria di Montauro, cuore spirituale della comunità, che custodisce la statua lignea della Vergine, risalente al XVI secolo, raffigurata seduta in trono con il Bambino benedicente.
Tra le testimonianze civili più suggestive spiccano i resti del Canale Cavour, imponente opera idraulica del 1867, costruita in stile romano con archi armoniosi e un doppio canale di irrigazione che per decenni ha alimentato i campi dell’agro di Sarconi e Moliterno.

Accanto alla storia, Sarconi custodisce una tradizione gastronomica di eccellenza, incarnata nei celebri Fagioli di Sarconi IGP, protagonisti assoluti della cucina locale e celebrati ogni estate con una sagra che richiama visitatori da tutta la regione.
