
Armento
Storia, luoghi sacri e identità culturale
Armento è un piccolo borgo immerso nello splendido paesaggio offerto dal Parco Nazionale Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese. Non lontano dal paese si trova il Lago del Pertusillo, un invaso artificiale nato nei pressi della località ‘Pietra del Pertusillo’, meta ideale sia per gli amanti del birdwatching sia per gli appassionati di pesca sportiva.
Le origini di Armento risalgono alle antiche popolazioni greche. Gli straordinari reperti rinvenuti nel suo territorio testimoniano l’importanza, la ricchezza e la vitalità culturale dell’area in età magnogreca e lucana. Tra questi, la Corona d’oro di Kritonios (IV sec a.C.), una ghirlanda d’oro parte di un corredo funerario, e la celebre statua bronzea Satiro inginocchiato (IV sec a.C.), entrambi custoditi all’Antikensammlungen di Monaco di Baviera.
Passeggiando nel centro storico, si incontrano numerose cappelle e luoghi di culto di notevole interesse artistico. Tra questi spicca la Chiesa Madre di San Luca Abate, che conserva le reliquie del santo e custodisce pregevoli opere d’arte sacra tra cui una statua lignea della Madonna in trono, di cui se ne rinviene una seconda custodita nella Cappella di Santa Lucia al Casale. Nel borgo si trova anche la Chiesa di Sant’Antonio Abate, edificio dal carattere semplice e raffinato, ricco di affreschi e simboli legati al santo protettore degli animali e delle attività rurali.

Il percorso devozionale del borgo conduce poi al settecentesco Santuario della Madonna della Stella, immerso in un affascinante paesaggio montano, che si presenta come una piccola cappella incastonata nella roccia, sormontata da un grande Crocifisso che domina il paesaggio circostante. Ogni anno, nella seconda domenica di maggio e l’8 settembre, questo luogo sacro diventa meta di un intenso pellegrinaggio.
Il borgo ospita anche il Palazzo Vescovile, residenza estiva del Vescovo di Tricarico, elemento che nel tempo ha contribuito a rendere Armento un punto di riferimento religioso di grande intensità spirituale. Inoltre, ancora oggi in località “Casale” sono visibili le rovine del palazzo del console romano Terenzio Lucano che vi soggiornò.

Uno dei tesori più affascinanti del territorio di Armento è il Sito archeologico di Serra Lustrante, scoperto negli ultimi decenni del Novecento e considerato fondamentale per comprendere i rapporti tra popolazioni indigene e mondo magnogreco tra IV e III secolo a.C. Le ricerche hanno rivelato un complesso religioso unico nel suo genere, articolato su due terrazze collegate da una scenografica scalinata, in perfetto stile ellenistico. Tra i reperti più significativi sono state rinvenute la clava e la leontè, gli attributi tipici di Eracle, elementi che confermano la consacrazione del santuario all’eroe-divinità, protettore dei valori guerrieri, della giovinezza e delle grandi imprese atletiche. Le fonti archeologiche mostrano anche una possibile associazione del culto con una divinità femminile legata alle acque, probabilmente Mefite.
Serra Lustrante, oltre al suo valore archeologico, rappresenta oggi un luogo chiave per comprendere la storia religiosa delle popolazioni antiche della Basilicata e i rapporti tra culture diverse nel cuore dell’Appennino lucano.
