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Vista panoramica di Pignola

Pignola

un borgo antico tra boschi, laghi e montagne


Adagiato su una collina che supera i novecento metri e a pochi minuti da Potenza, Pignola appare come un borgo che si arrampica verso la vetta, seguendo cerchi concentrici che diventano sempre più stretti man mano che si sale. Intorno, un anfiteatro naturale di monti - parte della catena della Maddalena - abbraccia l’alta valle del Basento, mentre il verde lussureggiante del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese circonda l’abitato come un mantello. Boschi fittissimi di faggi, castagni, abeti rossi e bianchi avvolgono il territorio, mentre la piana di Pantano apre una pausa verde che ospita uno dei luoghi più preziosi della Basilicata: la Riserva Naturale Regionale del Lago Pantano.

Pignola, un tempo chiamata ‘Vineola’ o ‘Vignola’ (dal latino vinea - vigna), affonda le radici nell’anno Mille, quando compare nel catalogo dei baroni normanni. Gli affreschi riemersi nella Chiesa di San Donato - antica San Nicola - raffiguranti santi e un Cristo a cavallo, fanno pensare a pittori al seguito dei crociati, una delle testimonianze più affascinanti della prima vitalità del borgo. Nel XIII secolo Federico II riconobbe la solidità del centro: fu lui a imporre agli abitanti di Vineola il restauro del castello di Lagopesole, uno dei suoi manieri preferiti. Ma il periodo più luminoso arrivò nel Quattrocento, con la presenza e la protezione della regina Giovanna II d’Angiò, che concesse privilegi, donò reliquie e arricchì la Chiesa Madre, assegnando inoltre la terra di Vignola alla Casa Santa Ave Gratia Plena di Napoli. Nel 1928 Pignola venne annessa a Potenza, ma, con ostinazione tutta lucana, nel 1935 recuperò la sua autonomia.

Chi arriva qui respira subito l’aria fresca dei paesi di montagna e scopre un luogo che vive di pietra, storia e natura. Le case, aggrappate al fianco della collina, si collegano attraverso vicoli stretti e scalinate che conducono al punto più panoramico: la Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, una delle più maestose della regione. Ricostruita nel Settecento, l’attuale struttura fu opera di un allievo del Vanvitelli costruita sulle rovine di un impianto romanico del XIII secolo, e conserva ancora un prezioso campanile quattrocentesco e un tesoro d’arte fatto di tele e dipinti firmati dall’artista lucano Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, morto proprio a Pignola nel 1653. È da questa sua architettura verticale che Pignola si è guadagnata un altro nome: il paese dei Cento Portali, anche se in realtà sono molti di più, veri capolavori in pietra che costellano il borgo e lo trasformano in un museo diffuso all’aperto che accompagna il visitatore attraverso secoli di arte scalpellina. Ogni portale parla una lingua diversa come il Ciasca, ricco di volute e cartocci con due inquietanti mascheroni laterali; il Pecoriello, sorvegliato da due piccoli leoni e da volti di bambini incastonati nella pietra; il Padula, ornato da una colonna che poggia su un leone in pietra e sormontato da una balconata retta da mensole antropomorfe con una notevole ringhiera in ferro battuto; o il Patrone, riconoscibile per l’onda dei piedritti e la pergamena con incisi nomi e date.

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La Chiesa di Sant’Antonio Abate colpisce per lo splendido portale settecentesco e per la Porta del Giubileo, opera bronzea di Antonio Masini. Qui, il 16 gennaio, il paese si anima con il Palio di Sant’Antonio, un rito sacro e profano insieme che porta cavalli e muli a correre lungo i vicoli ripidi del borgo. La Chiesa di San Rocco, con il suo portale seicentesco, custodisce invece una porta bronzea dedicata a Giovanni Paolo II, opera dello scultore Marco Santoro.

E in località Pantano, tra lago e silenzio, sorge il Santuario della Madonna degli Angeli (detta anche Madonna del Pantano), cuore spirituale dei pignolesi, un luogo di fede che custodisce la preziosa statua lignea della Madonna degli Angeli (1577-1587), opera di Geronimo Arnone, le cui fattezze emozionano per la dolcezza del volto, il manto azzurro stellato e il Bambino benedicente adagiato sulle ginocchia della Vergine. A maggio la statua viene accompagnata alla Chiesa Madre di Pignola con la tradizionale processione della “Uglia”, attraversando le vie del paese tra imponenti falò di ginestre, le ‘fanoie', vere e proprie barriere di fuoco che rallentano il cammino in un rito che rappresenta la perenne lotta tra il bene e il male. I portatori, tra danze e vino, attraversano la brace ardente in un crescendo di emozione che trasforma la processione in una potente rappresentazione identitaria. A settembre, la Madonna fa ritorno al Santuario.

Tra i personaggi illustri di Pignola emerge Michele Coiro (Pignola, 1925 - Roma, 1997), magistrato di primo piano, protagonista della vita giudiziaria romana nella seconda metà del Novecento, componente del Consiglio superiore della magistratura e, negli anni Ottanta, procuratore aggiunto e poi capo della Direzione distrettuale antimafia di Roma. Nel 1994 fu nominato procuratore capo della capitale e promosse una vasta azione giudiziaria contro i reati di corruzione nella pubblica amministrazione. Morì improvvisamente a Roma nel 1997 per un ictus; gli furono tributati funerali di Stato, a testimonianza del rilievo istituzionale della sua figura.

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Questo borgo è anche il paese di origine della nota cantante Arisa, pseudonimo di Rosalba Pippa, cantautrice e personaggio televisivo. Nata a Genova ma cresciuta a Pignola, la sua carriera musicale è caratterizzata da una continua evoluzione stilistica, dal pop leggero degli esordi a sonorità più mature e introspettive. Oggi è considerata una delle interpreti più versatili e riconoscibili della musica italiana contemporanea.

Pignola è la cartolina che non ti aspetti: un paese lucano che ha conservato tutto il fascino della montagna, ma che guarda con decisione al turismo, alla cultura, alla valorizzazione delle sue bellezze.

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