
Marsicovetere
Tra i borghi più alti della Basilicata
Arroccato a oltre mille metri di altitudine, Marsicovetere domina la Val d’Agri come un balcone naturale affacciato sui rilievi del Volturino, del Sirino e dei monti della Maddalena: da qui lo sguardo scivola su valli, crinali e altipiani sospesi tra boschi di faggio e radure illuminate dal sole. I versanti del Volturino, le sorgenti e i corsi d’acqua che hanno favorito insediamenti romani e medievali, i sentieri che attraversano pascoli e zone rupestri, compongono un paesaggio ideale per trekking, escursionismo e osservazione naturalistica.
Le sue origini affondano nel mondo romano e nel ricordo dei Marsi, popolazione abruzzese che qui si stabilì lasciando il proprio nome al borgo. La storia del paese si riflette nelle case in pietra, nelle piccole strade, nei palazzi nobiliari e nei luoghi di culto che raccontano secoli di devozione e trasformazioni. Nella parte più alta del paese, sono ancora visibili la torre dell’antico Castello (XI sec.), le due porte d’accesso alla fortezza, e un antico mulino a vento. Tra i palazzi spicca il Palazzo Piccini D’Ottavio, un tempo proprietà dei Caracciolo, al cui interno sorge la cappella privata di Sant’Antonio Abate. Qui si conserva una raffinata statua lignea del santo, scolpita a Napoli nel 1826, protagonista della festa che ogni anno anima il paese a inizio giugno. La Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, nata nel XIV secolo e poi modellata dal gusto barocco, al suo interno custodisce cappelle laterali un tempo appartenute alle famiglie più influenti, un prezioso coro ligneo, un’acquasantiera cinquecentesca e tele settecentesche di scuola napoletana. Al centro della devozione locale c’è la statua settecentesca della Madonna dell’Assunta, portata in pellegrinaggio estivo fino al santuario sul Monte Volturino, dove il panorama sembra fondersi con il cielo.

Ai piedi del centro storico si trovano i ruderi del cinquecentesco Convento di Santa Maria di Costantinopoli, un tempo retto dai Cappuccini, e proseguendo verso Villa d’Agri si incontra il Convento di Santa Maria dell’Aspro, edificato nel XIV secolo, dove sopravvivono tracce pittoriche di epoca francescana. Infine, su uno sperone roccioso molto suggestivo a nord del paese, verso Calvello, è visibile la Cappella della Madonna del Saraceno.
Il territorio conserva anche importanti testimonianze del passato: dalle tracce medievali sul Tuppo San Nicola ai resti della grande Villa Romana dei Bruttii Praesentes nella frazione Barricelle, residenza legata alla famiglia di Brutia Crispina, moglie dell’imperatore Commodo, e che rappresenta una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni. Una residenza imponente, articolata tra zona produttiva e parte residenziale, che racconta la vita di una nobile famiglia romana immersa nel paesaggio agricolo della valle.

Tra i luoghi più affascinanti del territorio c’è poi il Masso dei Gallesi, un monolite segnato da incisioni misteriose e avvolto da racconti leggendari: riti antichi, popolazioni pre-romane, simboli enigmatici che alimentano la curiosità di studiosi e visitatori.
Secoli di storia - dai monaci greci ai Normanni, dai Caracciolo ai moti dell’Ottocento - hanno modellato il borgo, che ancora oggi custodisce un'identità forte e stratificata.
