
Spinoso
un borgo dal fascino antico
Adagiato sulle colline della Val d’Agri, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Spinoso si presenta come un ampio belvedere naturale affacciato sulle acque del Lago di Pietra del Pertusillo, un’importante oasi ambientale, meta prediletta per il birdwatching grazie alla presenza di numerose specie di uccelli stanziali e migratori, oltre che per la pesca sportiva, circondato da estesi boschi che ne amplificano il senso di quiete e di armonia con il paesaggio. Il lago è un invaso artificiale realizzato negli anni ’60, uno sbarramento ad arco-gravità lungo 380 metri e alto 95 metri. La collocazione del lago ai piedi del Monte Raparo (1810 m), una delle vette più suggestive dell’Appennino lucano, offre itinerari escursionistici di grande fascino rendendo Spinoso una meta ideale per chi ama i ritmi lenti, le passeggiate nella natura e la scoperta di luoghi autentici, lontani dai grandi flussi turistici.
Le origini del paese sono strettamente legate alla storia dell’antica Grumentum, importante città romana della valle. In seguito alle incursioni saracene che ne causarono la distruzione, parte della popolazione superstite si rifugiò alle pendici del Monte Raparo, dando vita a un nuovo insediamento che nel Catalogo dei Baroni (XII secolo) è già attestato con il nome di “Spinosa”. Il toponimo deriva dal latino spina, a indicare un territorio ricco di vegetazione spontanea. Nel corso dei secoli Spinoso fu feudo di diverse famiglie nobiliari - dai Sanseverino agli Spinelli di Fuscaldo - che ne segnarono l’evoluzione urbana e sociale fino all’abolizione della feudalità nel 1806.

Il centro storico conserva ancora oggi un impianto medievale ben riconoscibile. Dalla dorsale principale si sale verso la parte più alta dell’abitato, dove emergono il Palazzo Baronale Minutolo e la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, edificata nella prima metà del Cinquecento su un precedente tempio basiliano. Intorno a questi edifici si sviluppa un fitto reticolo di vicoli stretti e irregolari, pensati anche per spezzare la forza dei venti, che degradano verso valle fino a incontrare un antico anello viario con resti di fortificazioni e case-torre. Lungo questo percorso si susseguono palazzi gentilizi costruiti o rimaneggiati tra il XV e il XIX secolo, caratterizzati da facciate in cotto e da monumentali portali in pietra di Padula o locale, vere opere d’arte che testimoniano l’eccellenza delle antiche botteghe di scalpellini. Proprio questa ricchezza architettonica ha fatto meritare a Spinoso l’appellativo di “Borgo dei portali”.
Cuore della vita cittadina è Piazza Plebiscito, anticamente chiamata Piazza della Croce, per la presenza di una croce in pietra del XVI secolo. La piazza ha un elegante impianto ad emiciclo ed è dominata da importanti edifici nobiliari come Palazzo delle Colonne, in stile neoclassico, e Palazzo Romano, mentre poco distante si trova Palazzo Ranone, di impianto settecentesco, oggi sede di eventi culturali e letterari. Di grande rilievo è anche Palazzo Caputo, con parco annesso, e il cosiddetto Palazzuolo Romano, che nell’Ottocento ospitò la celebre “Scuola Romantica Spinosese”, una delle più prestigiose del Mezzogiorno, frequentata da figure di primo piano della cultura lucana come Giacinto Albini, Giacomo Racioppi e Michele Tedesco.
Tra i luoghi di culto, la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta rappresenta un autentico scrigno d’arte sacra, con un’acquasantiera del ‘300, una tela della Madonna delle Grazie di Antonio Francesco Delfino, un busto reliquiario di Santa Maria Maddalena (XVI sec.), altari lignei, dipinti e opere che coprono un arco cronologico dal XII al XIX secolo. Poco distante si trova la Chiesa di San Rocco del Popolo, che conserva un patrimonio pittorico di grande valore: sull’altare maggiore spicca la grande tela raffigurante San Rocco orante e la Sacra Famiglia, unica opera di carattere religioso di Michele Tedesco, pittore macchiaiolo di fama europea, nato a Moliterno ma cresciuto a Spinoso presso lo zio, l’abate Antonio Racioppi. Lungo le pareti laterali si trovano inoltre affreschi ottocenteschi dedicati ai miracoli del santo.

A completare l’offerta culturale e spirituale del territorio vi è il Santuario rurale di Santa Maria dei Termini, situato a circa cinque chilometri dall’abitato. La cappella, restaurata e restituita al culto nel 2023, sorge in una posizione di confine tra i territori di Spinoso e Sarconi, da cui deriva il nome “Termini”. La sua origine è legata probabilmente all’antico tracciato della via Herculia, importante arteria romana che collegava il Sannio alla Lucania.
Spinoso si presenta così come un borgo ricco di storia, arte e tradizioni, capace di coniugare la bellezza del paesaggio naturale con un patrimonio culturale stratificato e ancora vivo, offrendo al visitatore un’esperienza autentica nel cuore della Basilicata.
