
Grumento Nova
La "piccola Pompei" della Basilicata
Nel cuore dell’Alta Val d’Agri, affacciato sul blu intenso del Lago del Pertusillo e immerso nel paesaggio protetto del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, sorge Grumento Nova: un borgo medievale che custodisce, a pochi chilometri dal suo centro, una delle meraviglie archeologiche più importanti del Sud Italia. Qui si trova l’antica Grumentum, soprannominata “la piccola Pompei della Basilicata”- città romana che vide lo scontro epico tra Annibale (con i suoi elefanti) e le legioni di Roma - con il suo impianto urbanistico originario, l’acquedotto, il teatro del I secolo a.C., i templi, le terme repubblicane e imperiali, e l’imponente anfiteatro. A breve distanza si apre il grande Lago del Pertusillo, uno degli specchi d’acqua più suggestivi della Basilicata. Tra castagneti e faggete è possibile praticare trekking, birdwatching, pesca sportiva e percorsi MTB. Da menzionare anche l’incanto del Bosco Maglie, sede del centro ambientale “Bosco dei Cigni”.
Quando, tra IX e XI secolo, le incursioni saracene devastarono Grumentum, gli abitanti trovarono rifugio più in alto, su un colle dominante la valle. Nacque così Saponara, l’insediamento medievale che nel tempo diventerà l’attuale Grumento Nova. I Normanni la infeudarono attorno al 1060: il primo signore fu Roberto d’Altavilla, che fece costruire il castello e una solida cinta muraria. Seguì il dominio di importanti casate, tra cui i Sanseverino, che ne segnarono la storia fino al XIX secolo. Nel 1857 un violento terremoto distrusse gran parte dell’abitato che venne poi ricostruito. Il nome Grumento Nova fu adottato ufficialmente nel 1932.
Il borgo di oggi conserva l’impronta medievale: un suggestivo intreccio di vicoli, palazzi signorili, e soprattutto i resti del Castello normanno ‘Sanseverino’, che domina dall’alto il centro storico e che prende il nome dal principe di Bisignano e Conte di Saponara, Carlo Maria Sanseverino, che lo fece restaurare nel Settecento. Un tempo possedeva oltre 300 ambienti: oggi è visitabile un salone settecentesco decorato con angeli e putti. La tradizione religiosa del borgo è testimoniata da numerose chiese, tra cui la Chiesa Madre di Sant’Antonio Martire, edificata nel XII secolo sui resti di un antico tempio pagano, che contiene affreschi cinquecenteschi e un cassettonato ottocentesco; la Chiesa del Rosario, preziosa per il paliotto ligneo di scuola napoletana e l’altare policromo; la Cappella di San Infantino, edificata dai monaci basiliani nell’anno 1000, che conserva affreschi medievali dei Santi Cosma e Damiano; le chiese di San Rocco, della Madonna della Clemenza e di Santa Caterina.

Vicino all’antica città romana di Grumentum, dove in passato era venerata una divinità femminile legata alla dea Mefitis, si trova il Santuario della Madonna del Grumentino (Salus Infirmorum) che custodisce una preziosa statua quattrocentesca della Madonna col Bambino, che veste una tunica rossa con cintura dorata e un manto azzurro decorato da stelle anch’esse dorate, oggetto di grande devozione. Infatti, ogni anno, nella domenica in Albis, si svolge la suggestiva processione dalla Chiesa Madre al santuario, seguita dalla tradizionale fiera e dal pranzo all’aperto.
Inoltre, all’interno del Parco archeologico, nella parte settentrionale dell’abitato romano, lungo l’asse stradale principale, si trova la Basilica di Santa Maria Assunta che con ogni probabilità fu la prima cattedrale della sede vescovile grumentina, attestata con certezza tra la fine del IV e il V secolo d.C. e ricordata in un’epistola da papa Gregorio Magno come ‘parochiae ecclesiae Grumentinae’. L’edificio originario rifletteva un impianto monumentale di chiara matrice paleocristiana, mai completamente abbandonato. Particolarmente suggestivi sono gli affreschi medievali, frammenti di un ciclo pittorico databile tra XIII e XIV secolo, quando la chiesa era ancora attiva: tra questi, spicca il delicato volto di un santo in atteggiamento orante, testimonianza di una devozione che ha attraversato i secoli.

Con riferimento al Parco Archeologico di Grumentum pochi siti in Italia permettono di osservare così chiaramente la struttura urbanistica di una città romana abbandonata e mai più ricostruita. Tra le tappe da non perdere vi sono: il Teatro romano, costruito in età giulio-claudia, un perfetto esempio di architettura teatrale romana che oggi ospita spettacoli come il festival “Teatri di Pietra”; la Domus dei mosaici, una grande residenza privata che rappresenta una finestra privilegiata sulla vita delle élite romane; le Terme repubblicane che, con apodyterium, frigidarium, tepidarium e calidarium, raccontano i rituali del benessere dell’antica Grumentum; il Foro, cuore pulsante della vita pubblica con templi, portici, basilica e un impianto urbanistico perfettamente leggibile; le Terme imperiali, tra i complessi termali meglio conservati al mondo, celebri per lo straordinario mosaico marino con Scilla, giganti e creature acquatiche. Sono state rinvenute anche statue ellenistiche di ninfe, Dioniso e Afrodite in marmo pario. Infine, l’Anfiteatro, edificato nel I secolo a.C., luogo dei giochi pubblici che accoglieva spettatori da tutta la Val d’Agri.
A completare l’esperienza, il Museo Archeologico Nazionale dell'Alta Val d'Agri - uno dei più ricchi del Sud Italia - che custodisce reperti provenienti da Grumentum e dalle campagne di scavo recenti. Tra le esposizioni spiccano quelle dedicate alla villa romana dei Bruttii Praesentes, residenza situata a Barricelle di Marsicovetere e legata alla famiglia di Brutia Crispina, moglie dell’imperatore Commodo, e che rappresenta una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni.
Grumento Nova nel corso dei secoli ha prodotto molte menti eccelse tra cui si ricordano:
Esara, vissuta tra il VI e il V secolo a.C., è stata una filosofa greca della scuola pitagorica, originaria di Grumentum, e citata da Giamblico come figura di rilievo del pensiero antico. La sua riflessione filosofica si concentra sulla natura dell’uomo e sulle basi razionali della vita sociale e politica. A lei è attribuito il frammento περὶ φύσιος ἀνθρώπου (“sull’anima dell’uomo”), che analizza le qualità dell’anima umana e il loro ruolo nel guidare le azioni morali e civiche.
Amato Danio (Saponara, 1619 - Napoli, 1705), giurista di rilievo del Seicento italiano che ricoprì incarichi di prestigio come giudice della Gran Corte della Vicaria e regio consigliere. Oltre all’attività forense, si dedicò con passione agli studi classici e alla storia della Lucania, e tra le sue opere più significative figura la traduzione in italiano della Geografia dell’Antica Lucania di Strabone.
Aurora Sanseverino (Saponara, 1669 - Piedimonte Matese, 1726), nobildonna, poetessa e mecenate tra le più influenti del Regno di Napoli. Figlia di Carlo Maria Sanseverino e Maria Fardella, sostenne artisti e musicisti, come Giacomo Antonio Perti, Anna Sarti, Luca Giordano, Francesco Solimena e Paolo De Matteis. Iscritta all’Accademia dell’Arcadia con il nome di Lucinda Coritesia, partecipò attivamente a numerose accademie italiane e ospitò spettacoli teatrali nel suo palazzo, tra cui opere di Händel, Alessandro Scarlatti e Niccolò Giuvo.
Francesco Pricolo (Saponara, 1891 - Roma, 1980), è stato uno dei protagonisti dell’aviazione italiana del XX secolo. Generale designato d’armata della Regia Aeronautica, ricoprì incarichi di alto profilo, tra cui sottosegretario al Ministero dell’Aeronautica e capo di Stato maggiore dell’Arma azzurra.
Grumento Nova si presenta così, come un luogo dell’anima, in cui ogni epoca ha lasciato un segno riconoscibile. Un territorio che ha saputo accogliere il cambiamento senza perdere la propria identità, custodendo nella pietra, nel paesaggio e nella memoria una storia lunga e profondamente condivisa.
