Skip to main content
Vista panoramica su Viggiano

Viggiano

viggiano: citta' di maria e della musica


Adagiata sui fianchi di due speroni rocciosi e affacciata sulla verde Valle dell’Agri, Viggiano sorge nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, in uno dei contesti naturalistici più suggestivi della Basilicata. Il paesaggio che accompagna l’arrivo in paese è un susseguirsi di radure, boschi e punti panoramici che raccontano una terra cangiante, dove montagne imponenti degradano in dolci colline e pianure fertili, solcate da sorgenti e corsi d’acqua.

Il territorio circostante offre un patrimonio ambientale di grande valore: poco distante si trovano il Parco archeologico di Grumentum, il Museo Archeologico dell’Alta Val d’Agri e il Lago del Pertusillo, importante oasi naturalistica per il birdwatching, e la Riserva dell’Abetina di Laurenzana, con i suoi boschi di abete bianco. Sentieri, percorsi trekking e itinerari cicloturistici rendono l’area ideale per un turismo lento e consapevole, in ogni stagione dell’anno.

Le origini di Viggiano sono antiche e strettamente legate alla vicina Grumentum romana. Dopo la distruzione del centro romano, l’abitato si riorganizzò più in alto, favorito dalla presenza dei monaci basiliani, che avviarono opere di dissodamento, fondarono eremi e chiese e radicarono una profonda devozione mariana. In epoca longobarda e normanna il borgo assunse un carattere fortificato, di cui restano oggi i ruderi del castello feudale, posto nel punto più alto dell’abitato. Nel corso dei secoli Viggiano conobbe le dominazioni angioina e aragonese, vivendo fasi di crescita e prosperità che la resero uno dei centri più popolosi della Val d’Agri. Dopo l’Unità d’Italia fu coinvolta nei moti del brigantaggio postunitario, legati anche alla figura del brigante viggianese Giuseppe Miglionico, detto Scoppettiello.

Il centro storico conserva l’impianto tipico dei borghi medievali arroccati: vicoli stretti, archi, sottopassi e case addossate le une alle altre. Particolarmente caratteristici sono i portali in pietra, decorati con bassorilievi raffiguranti arpe, violini e simboli musicali, testimonianza della grande tradizione artigianale del paese.

Tra XVII e XVIII secolo Viggiano divenne celebre in tutta Europa per la costruzione di strumenti musicali, in particolare arpe, e per i suoi musicisti itineranti tra i quali spicca il flautista viggianese Leonardo De Lorenzo, di fama internazionale. Una vocazione che ancora oggi vive nella Scuola dell’Arpa popolare Viggianese che ha sede nella Villa del Marchese, palazzo storico appartenuto alla nobile famiglia dei Sanfelice, e ogni anno nella prima settimana di agosto si svolge la Rassegna dell’Arpa viggianese che propone concerti, seminari e laboratori ai quali partecipano musicisti di calibro nazionale e internazionale.

Accanto al patrimonio civile, Viggiano custodisce un ricchissimo patrimonio architettonico-religioso. Tra i luoghi di culto si ricordano la Chiesa rupestre di Santa Maria la Preta, fondata dai basiliani nell’VIII secolo; il Convento di Santa Maria del Gesù (XV sec.), oggi sede del Museo delle Tradizioni Popolari, e che custodisce un pregevole coro ligneo; la Chiesa di San Benedetto, ai piedi del castello; le chiese di San Rocco, San Sebastiano, San Pietro e la Chiesa della Buona Morte, oggi recuperata come spazio teatrale. Un insieme di edifici che racconta la storia spirituale e sociale della comunità viggianese. Cuore religioso del paese è la Basilica di Santa Maria alle Mura, detta anche Chiesa del Deposito, che custodisce la statua lignea della Madonna Nera, Patrona e Regina della Basilicata. Da qui, ogni anno, prende avvio uno dei riti più intensi e identitari della regione: il pellegrinaggio verso il Sacro Monte.

Ed è sul Sacro Monte che a 1.725 metri di altitudine sorge il Santuario della Madonna del Sacro Monte (o Madonna Nera), il più importante centro mariano della Basilicata, sorto probabilmente intorno al secolo XI. Il Santuario è legato a un duplice pellegrinaggio secolare: la prima domenica di maggio la Madonna Nera viene portata in processione dalla Basilica del paese al Sacro Monte, dove resta per tutta l’estate; la prima domenica di settembre il simulacro fa ritorno a Viggiano, accolto da una folla immensa di fedeli. La statua raffigura la Vergine in trono con il Bambino benedicente ed è rivestita in oro zecchino. Simbolo teologico e artistico di straordinario valore, rappresenta per i lucani la sintesi della loro storia, della loro fede e del loro legame con la terra.

interno santuario int web viggiano

Da non perdere la Rassegna delle Zampogne e Ciaramelle del Sud Italia che ogni fine dicembre anima le vie del centro storico con le melodie tradizionali suonate da musici itineranti vestiti con gli abiti della tradizione pastorale.

Tra i personaggi illustri ricordiamo: il flautista Leonardo De Lorenzo (Viggiano, 1875 - Santa Barbara, 1962). Studiò a Napoli e, dopo un periodo negli Stati Uniti e in Europa, si affermò come primo flauto nella New York Symphony Orchestra sotto Gustav Mahler. Insegnò alla Eastman School of Music, formando importanti flautisti come Julius Baker, e si dedicò alla composizione e alla saggistica sul flauto. Autore di My Complete Story of the Flute (1951), donò il suo materiale di ricerca alla University of Southern California; e il politico e scrittore Nicola Basile (Viggiano, 1883 - Genova, 1979), sindaco di Alessandria dal 1947 al 1964. Attivo nel Partito Socialista Italiano fin dall’adolescenza, fu perseguitato dal fascismo e fondò il giornale lucano Il ribelle. Insegnante per oltre quarant’anni ad Alessandria, promosse l’istruzione e la cultura locale. Fu autore di numerosi scritti, tra cui La città mia.

Città di Maria, dell’Arpa e della Musica, Viggiano unisce natura, storia e fede in un equilibrio unico, offrendo al visitatore un’esperienza che va oltre la semplice scoperta turistica, per trasformarsi in un vero viaggio nell’anima della Basilicata.

FaLang translation system by Faboba