Via DEGLI ARTIERI
Cammino dei Cinti
Tra i grandi faggi e i paesi dell'appennino lucano
Via degli artieri
Partenza: Calvello
Arrivo: Brienza, Contrada Santa Maria degli Angeli
Lunghezza: 28,8 km
Dislivello positivo: 880
Dislivello negativo: 910
Tempo percorrenza: 8h38m
Il percorso parte da Calvello, il paese della ceramica, dalla piazza dove affaccia l’antica Chiesa con l’annesso Convento francescano di Santa Maria De Plano, interamente affrescato. Si comincia in salita verso Corso Garibaldi e, superata la piazza con la chiesa di S. Giovanni Battista, si prosegue su Corso Vittorio Emanuele. Da qui, superata una gradinata su Piazza Sedile, in breve si raggiunge via Riviera Umberto I e si prosegue diritto all’incrocio con la SP16 accedendo a via Riviera Boreale che conduce in salita all’imbocco al sentiero sterrato (al km 1). Raggiunto l’incrocio al km 3,18 situato in aperta campagna, occorre svoltare a sinistra per procedere in direzione sud-ovest sul sentiero assolato da cui si colgono i profili del Volturino, del Sacro Monte di Viggiano, del Raparo e del Calvelluzzo. Al km 5, tenendo la destra, il sentiero attraversa il giovane querceto e dopo circa 500 m, all’incrocio che si trova a 1153 m, si prosegue sulla sinistra. Qui il sentiero si fa più ampio e al km 6,8 costeggia il pozzo per l’estrazione petrolifera di Cerro Falcone che si supera continuando ad andare avanti. Al km 9,12, all’incrocio posto al 1330 m si svolta a sinistra e si percorre la SP13 per circa 100 m per poi svoltare subito a sinistra in direzione di Piana del Lago che si trova 500 m più avanti. Il bacino lacustre di Marsico Nuovo è un vero e proprio paradiso di biodiversità in cui non di rado si incontrano cavalli al pascolo libero che convivono con podoliche e greggi di capre e pecore. Una sosta prolungata fra i faggi secolari che circondano il lago è d’obbligo, godendo della magnifica acqua sorgiva delle fonti presenti. Ripreso il cammino, si attraversa nuovamente la Marsiconuovo-Lama-Sellata in direzione di Fontana delle Brecce che si raggiunge attraverso un piacevolissimo sentiero ombreggiato al km 12,5. Anche qui la bellezza della natura del Parco Appennino Lucano si esprime al massimo: un’ampia radura circonda il rifugio del CAI in un’area attrezzata per il bivacco dove non manca una preziosa sorgente.
Ripreso il cammino, dopo aver toccato i 1383 m sulle pendici del Monte Maruggio, inizia la discesa verso il bosco della Costara di Sasso di Castalda che si raggiunge al km 16,8 attraverso i 5,5 km del sentiero Mariele Ventre, storica direttrice e fondatrice del Coro dell’Antoniano di Bologna nata proprio a Sasso di Castalda nel 1939. Svoltando a destra si percorrono 500 m e si prosegue sulla sinistra nel bosco di alti faggi della Costara dove, al km 18,4, si incrocia il leggendario faggio di San Michele che merita un abbraccio. Dopo circa 400 m, giunti al bivio della Cappella di San Michele, occorre procedere sulla sinistra costeggiando il torrente. Al km 20,8 si attraversa la strada comunale (1084 m) e si prosegue in discesa sul sentiero Frassati che conduce rapidamente a Sasso di Castalda. Il paese del Ponte alla luna è ha un magnifico centro storico di case in pietra che merita una sosta. Da qui si continua a scendere verso Contrada Rustiello e si procede sempre diritto fino al km 26,8 dove si svolta a sinistra e subito dopo a destra in direzione del centro di Brienza. Salendo la gradinata che porta in Piazza Unità d’Italia, sulla destra, si gode una vista emozionate sul borgo medievale sormontato dal maestoso castello Caracciolo km 27,2). Si prosegue sul corso Mario Pagano, il grande giurista e costituzionalista ucciso nel 1799 nato a Brienza, si svolta a destra in direzione nord per imboccare il sentiero rurale che conduce alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli costeggiando il Torrente Pergola dove vi sono anche i residui degli antichi mulini burgentini. All’arrivo in questo luogo inatteso la sorpresa è grande perché la chiesa edificata all’inizio del XVII sec., che presenta un ciclo completo di affreschi del Pietrafesa, con storie di San Francesco e della Vergine, è una meraviglia che costituisce parte del MuLabo, il Museo laboratorio dell’arte e del paesaggio, anche Centro di educazione ambientale, che anima questo luogo imperdibile.
Mappa e profilo altimetrico


































